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Gates No Frontiers – WAI Event 1 – Walls: Immagini e memorie oltre la guerra

 

Non basteranno muri e barriere a proteggerci, se

l'Europa non farà passi avanti come progetto

comune. Abbiamo lavorato settanta anni per

abbattere i muri che ci dividevano: non lasciamo

che rinascano, creando diffidenze e tensioni

laddove, al contrario, servono coesione e

fiducia. Le barriere che dividono l'Europa sono

una zavorra che ne appesantisce il cammino.

(Sergio Mattarella. La citazione è tratta

da Marzio Breda, Mattarella contro i muri

in Europa. «Sono un gesto di autolesionismo»,

in “Il Corriere della Sera”, 14 aprile 2016)

 

“Gates No Frontiers” va in trasferta... una trasferta fuori programma e insolita ma che diventa incredibilmente significativa in questo momento storico.

Infatti, dal 22 al 24 luglio 2016 la mostra, punto di forza del progetto Walls And Integration: Images Of Europe Building – WAI (www.wallsandintegration.com) con capofila il Comune di Macerata e un ampio partenariato europeo, sarà ospite del  Festival Anime Buskers.

 

Evento centrale dell'estate di Grottammare alla sua quarta edizione, il Festival, organizzato dall'omonima associazione e patrocinato dal Comune di Grottammare, nasce dall'idea di valorizzare uno dei borghi più belli d'Italia unendo la bellezza del vecchio incasato alla musica e al glamour dei buskers londinesi.

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L’incontro fra culture diverse, fra modernità e tradizione che sono elementi caratterizzanti del Festival, quest'anno si vestono di un significato nuovo: dopo la Brexit e l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, “Anime Buskers” diventa un luogo per affermare con forza che siamo parte di una grande comunità internazionale e che la cultura è lo strumento più efficace per dare le risposte che la politica sembra non essere più in grado di dare.

In questo senso, la scelta di esporre durante un festival musicale, con artisti di strada provenienti dall'underground londinese, tra bancarelle dell'artigianato e poeti itineranti, alcune delle fotografie di “Gates No Frontiers” – mostra inaugurata a Macerata il 12 maggio proprio durante la Festa dell'Europa – è forte e precisa: a chi vuole erigere muri e costruire barriere, si dice chiaramente che la strada intrapresa è quella dell'integrazione e della conoscenza reciproca, delle porte aperte all'altro senza paura delle differenze con l'obiettivo di edificare una società il più possibile inclusiva.  

“Gates No Frontiers” racconta infatti l'Europa, tanto dell’Est quanto dell'Ovest, mette in scena le storie nazionali di sei paesi europei, Italia, Spagna, Irlanda, Germania, Lituania ed Ungheria, con un focus speciale sull’Ucraina, dal 1950 al 1979. In tutte le immagini in esposizione emerge il racconto del processo dell’integrazione europea, della sua complessità, delle sue contraddizioni e dei suoi ritardi. Storie nazionali ma anche storie di donne e uomini in marcia, che dal passato ci portano fino ai nuovi muri europei. 

La mostra, e più in generale il progetto da cui essa nasce, si sposa perfettamente con lo spirito del festival che ha nell'intercultura e nell'integrazione attraverso la produzione artistica e culturale i suoi punti di forza. 

Chi parteciperà al Festival quest'anno potrà respirare atmosfere londinesi passeggiando in uno dei luoghi più suggestivi delle Marche, ma potrà anche riflettere sul futuro dell'Europa perdendosi nelle storie europee che le fotografie di “Gates No Frontiers” raccontano semplicemente visitando un meraviglioso paese della provincia italiana composto da poco più di 14 mila anime. Dalla Spagna franchista, terra di emigranti, alla Spagna democratica alle prese con i flussi migratori, alla giovanissima e cattolicissima repubblica dell’Irlanda del Sud, dalla Germania, divisa dal Muro, all'Ungheria e alla Lituania, paesi dell’area socialista in cui il processo di integrazione fu ovviamente lentissimo, dall’Italia intenta a risollevarsi dalle macerie della seconda guerra mondiale e ancora profondamente divisa politicamente, alla Russia e all’Ucraina scossa da intense tensioni interne. La storia di ognuno diventa quindi chiave di lettura per la storia europea, del passato e della contemporaneità.