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Il 12 maggio 2016 presso la Galleria “Gli Antichi Forni” è stata inaugurata la mostra fotografica “Gates No Frontiers”, punto di forza del progetto Walls And Integration: Images Of Europe Building (WAI). 

Le 42 fotografie che la compongono raccontano tanto l’Est quanto l'Ovest, rappresentando le storie nazionali di sei paesi europei, Italia, Spagna, Irlanda, Germania, Lituania ed Ungheria, con un focus speciale sull’Ucraina, dal 1950 al 1979. In tutte le immagini in esposizione emerge il racconto del processo dell’integrazione europea, della sua complessità, delle sue contraddizioni e dei suoi ritardi.

 «L'auspicio è che Macerata sia sempre più città europea» ha detto Federica Curzi, Assessora del Comune di Macerata inaugurando la mostra, che ha anche ricordato che i progetti in Europa si vincono quando nascono da idee forti così com'è quella che ha ispirato WAI. Claudia Santoni, presidente dell'Osservatorio di Genere, partner scientifico del progetto e responsabile dell'allestimento della mostra, ha infatti ricordato che l'idea nata nel 2015 è risultata vincente soprattutto alla luce di quanto sta accadendo oggi con la creazione di muri che sorgono un po' ovunque ai confini dell'Europa. Non è un caso infatti che ad aprire la mostra ci sia la suggestiva fotografia di Giulia Falistocco, fotografa e attivista del CSA SISMA di Macerata, che ci proietta direttamente ad Idomeni a ridosso di quel muro sorto per contenere sul confine greco-macedone. 

Oltre a Federica Curzi, hanno partecipato all'inaugurazione, grazie alla collaborazione dell'Associazione Macerasmus - ESN Macerata, anche alcuni Studenti Erasmus, ragazzi spagnoli, tedeschi, irlandesi, una ragazza tedesca ma di origine ucraina, e una ragazza anglo-canadese, che hanno dato la loro testimonianza in qualità di cittadini europei. 

Le immagini della mostra restituiscono dati, tracce e segni di quell’umanità molteplice e protagonista assoluta delle vicende del Novecento. Una umanità molteplice che è anche quella che negli ultimi mesi spinge sui nuovi muri europei in cerca di un futuro. Tra le fotografie in mostra  alcune che accendono direttamente i riflettori sulla storia di Macerata in alcuni momenti particolari della storia dell'Italia repubblicana: 4 fotografie bellissime appartenute al professor Mario Sbriccoli e conservate presso il Centro di documentazione sui partiti politici nelle Marche in età contemporanea dell'Università di Macerata e che il direttore del Centro, il professor Angelo Ventrone, ha gentilmente messo a disposizione per questo appuntamento con la storia.

Muri che dividono, muri che contengono. Di solito la presenza di un muro sottintende un’idea di chiusura, l’impossibilità di muoversi liberamente, di oltrepassare un confine. Ma il muro può essere anche altro: può essere il “luogo” su cui esprimere idee e spinte di libertà, un'interfaccia dinamica utile a chi vi deposita e a chi vi ritrova segni. “Gates No Frontiers” è un graffito realizzato da un’artista maceratese, Carlo Cicaré, in arte Morden Gore, ed è anche il titolo che abbiamo scelto per questa mostra: un auspicio e  un invito affinché le frontiere si trasformino in porte e affinché l'Europa riesca ad attraversare le barriere e i muri che pericolosamente stanno sorgendo in moltissimi dei paesi membri per compiere in modo efficace quel processo di integrazione iniziato in quel lontano 1950.