l 5 aprile si è svolto il seminario dal titolo Cultural Differences In Europe. Re-thinking the Process of European Integration, all’interno delle attività di Walls and Integration: images of Europe building (WAI), progetto con capofila il Comune di Macerata, finanziato nell’ambito del programma Europa per i cittadini e che ha come partner locali l'associazione culturale Osservatorio di Genere (coordinamento scientifico) e l'ITC “Gentili” di Macerata.

Il seminario del 5 aprile ha avuto luogo presso l'Aula Magna del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni culturali e del Turismo dell’Università di Macerata. All'incontro hanno partecipato 50 studenti di alcune delle scuole superiori di Macerata che hanno aderito al progetto e che hanno partecipato alle attività didattiche tra gennaio e maggio 2016: ITC “Gentili”, Liceo Classico “G. Leopardi”, Liceo Scientifico “Galilei”, Istituto Tecnico Agrario “Garibaldi”.

La mattinata si è aperta con i saluti del direttore del Dipartimento, prof. Michele Corsi e della prf.ssa Stara, presidente del corso di laurea ITourDem che hanno evidenziato la necessità di riflettere sui percorsi di integrazione all’interno dei paradigmi della differenza e dell’importanza della persona umana e della sua dignità come primo criterio distintivo di qualsiasi politica comunitaria. A seguire la vice-sindaco del Comune di Macerata, Stefania Monteverde, che ha ribadito la virtuosità e l’importanza di iniziative che colleghino il territorio, le scuole, l’amministrazione comunale e l’università.

Studiosi ed esperti si sono poi confrontati con l'obiettivo di stimolare la memoria collettiva, di riflettere sulle divisioni ideologiche del passato, di proporre delle chiavi di lettura utili a comprendere i mutamenti storico-politico e sociali che hanno portato alla formazione dell'Europa contemporanea.

Le parole chiave del workshop sono le stesse che hanno ispirato il progetto: WALLS, muri reali ed ideologici che segnano divisioni politiche, culturali e di costume tra i confini geografici e culturali; INTEGRATION, intesa come un lungo cammino verso un'Europa inclusiva in cui possano trovare spazio le differenze nel rispetto delle identità; BUILDING, inteso come processo in divenire nella costruzione di una identità comune attraverso gli stati ma anche attraverso le generazioni. E su questo gli studiosi si sono interrogati:

 

Isabella Crespi (Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali, del Turismo)

Differenze e somiglianze in Europa: all equal, all different?

Claudia Santoni (Osservatorio di Genere - Macerata)

I giovani europei: riferimenti identitari e senso di appartenenza

Silvia Casilio (Osservatorio di Genere - Macerata)

I giovani, il viaggio e le grandi trasformazioni in Europa negli anni 60-70

Andrea Griffante (Vytautas Magnus University (Lituania) – in collegamento skype)

Far from the East: The European Integration Process in the Baltic States

Simone Betti (Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali, del Turismo)

Paesaggi europei e mappe di cittadinanza

Edoardo Bressan (Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali, del Turismo)

Dal Welfare State all'Europa della solidarietà

Loredana Guerrieri (Osservatorio di Genere - Macerata)

Il lavoro fra diritti e tutele: uno sguardo europeo

Nei vari interventi gli studiosi hanno raccontato le differenze culturali, il ruolo dei giovani e delle identità dei vari stati che si intrecciano oggi, a partire dal passato, per portare a compimento un lungo e non ancora ultimato processo di integrazione europea. Le storie e le geografie dei diversi luoghi della cittadinanza europea hanno messo in luce come il sottovalutare le diversità e la loro importanza per le identità locali e regionali abbia spesso dato esiti negativi e contrari al processo di integrazione. Se l’abbattimento dei muri ha favorito l’espansione di diritti e tutele comuni attraverso i paesi dell’Unione, questo non ha significato l’eliminazione delle identità culturali specifiche di ogni area. La spinta verso una standardizzazione di valori e culture comuni rischia di minare il processo di integrazione se non adeguatamente accompagnata da una valorizzazione delle specifiche memorie dei singoli stati.

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