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Il convegno “L’immagine dell’Integrazione europea durante la guerra fredda (e oltre)” si è svolto presso l’Università di Padova il 18 e 19 gennaio 2017. Tale evento, patrocinato dal Dipartimento di Scienze Politiche, Giuridiche e Studi Internazionali dell’Università di Padova, è rientrato nel progetto Walls and Integration (WAI): Images of Europe Building, nell’ambito del programma Europe for Citizens finanziato dall’Unione Europea.

 Nell’ambito del convegno è stata allestita una mostra espositiva con illustrazioni e fotografie provenienti da diversi archivi, tra i quali l’Archivio della Fondazione Istituto Gramsci di Roma, gli Archivi Storici dell’Unione Europea di Firenze e la Fondazione Spirito e De Felice, con l’ausilio di Luisa Gianfelici, responsabile grafica del progetto. Grazie al materiale esposto, è stato possibile ripercorrere l’evoluzione dell’immagine dell’integrazione europea negli anni della Guerra Fredda, dimostrando come, fin dalle origini del conflitto tra Stati Uniti e Unione Sovietica, il tema dell’integrazione europea sia divenuto parte integrante della lotta politica, sociale e economica, per conquistare i cuori e le menti della popolazione europea.

I lavori del convegno sono stati introdotti da Silvia Casilio (Osservatorio di genere – Università di Teramo), che ha spiegato il concept elaborato per il progetto europeo, e da Valentine Lomellini (Università di Padova), direttore scientifico dell’evento e curatrice della mostra, che ha illustrato gli obiettivi del duplice evento patavino. Ad aprire la prima sessione, moderata da Marco Almagisti (Università di Padova) e dedicata al tema “Le origini del processo di integrazione e al Guerra fredda: realtà e propaganda”, è stata la keynote speech di Antonio Varsori dell’Università di Padova. Quest’ultimo ha offerto al numeroso pubblico presente nella sala dell’Archivio Antico del Palazzo del Bò una panoramica sulla relazione tra il processo di integrazione europea e la guerra fredda, prendendo in considerazione gli snodi fondamentali rappresentati dal secondo dopoguerra, dalla crisi degli anni Settanta e dalla fine del conflitto bipolare. Tale relazione ha offerto una cornice concettuale e cronologica nella quale si sono inseriti i successivi interventi. Lorenzo Mechi (Università di Padova), ha evidenziato le fondamenta sociali del processo di costruzione comunitaria, sottolineando l’importanza della dimensione sociale nella promozione dell’immagine dell’integrazione europea all’interno degli stati membri e alla conseguente ricerca di legittimazione. Giuliana Laschi (Università di Bologna) ha invece sottolineato l’evoluzione dell’immagine della Cee quale attore internazionale alla luce della politica commerciale promossa dalla Commissione Europea e dell’impulso politico proveniente dal Parlamento europeo. A offrire una sintesi della prima sessione di lavori da un punto di vista storico-politologico è stato Paolo Roberto Graziano (Università di Padova).

La sessione successiva, introdotta e moderata da Valentine Lomellini, si è incentrata sull’immagine dell’integrazione europea nelle culture politiche italiane degli anni Sessanta e Settanta. Daniele Pasquinacci (Università di Siena), ha proposto una panoramica sulla critica ai processi di integrazione europea che ha preso in considerazione figure, gruppi filo-europeisti, esponenti e simpatizzanti delle forze politiche governative impegnate a “fare l’Europa” ma, al contempo, reticenti al modello sovranazionale. L’intervento successivo, firmato da Loredana Guerrieri (Fondazione Ugo Spirito – Osservatorio di Genere), si è concentrato sul tema dell’Europa visto all’interno della cultura politica della destra neofascista italiana dalla fine della seconda guerra mondiale agli anni Settanta, analizzando in particolare i concetti di “Europa Nazione”, “nazionalismo europeo” ed “Europa delle patrie”. La successiva relazione di Sante Cruciani (Università della Tuscia), ha messo a confronto – anche grazie a un ricco apparato iconografico – il discorso pubblico dei comunisti e dei socialisti italiani dal Piano Marshall alla CECA, dal Mercato Comune Europeo alla PAC, dalla stagione dell’Eurocomunismo all’elezione dirette del Parlamento europeo del 1979. Infine, l’intervento di Benedetto Zaccaria (Istituto Universitario Europeo), ha sottolineato il ruolo giocato dalla Commissione europea nel veicolare l’immagine di un’Europea dal ‘volto umano’ nello scenario politico italiano degli anni Settanta. A discutere le relazioni e a guidare il successivo dibattito è stato Piers Ludlow (London School of Economics).

L’ultima sessione del convegno, tenutasi la mattina del 19 gennaio presso l’Aula Nievo del Palazzo del Bo e moderata da Filippo Focardi (Università di Padova), ha avuto come oggetto “L’integrazione europea come strumento di coesione sociale”. La relazione di Elena Calandri (Università di Padova) si è focalizzata sull’impatto dell’immagine della politica comunitaria verso i Paesi in Via di Sviluppo, muovendo dalle prime disposizioni dei Trattati di Roma sulla politica di associazione e concludendo con la crisi della capacità della Cee di costruire un’immagine di “potenza civile” negli anni Ottanta. Massimo Piermattei (Università della Tuscia), ha presentato un intervento incentrato sulle “Europe della Lega”, che ha preso in considerazione le altalenanti percezioni della Lega Nord riguardo all’immagine dell’integrazione europea nel corso degli anni Novanta. Infine, la relazione di Riccardo Brizzi e Michele Marchi (Università di Bologna) si è focalizzata sull’immagine dell’integrazione europea nella delicata fase dell’ingresso nella moneta unica alla fine degli anni Novanta, evidenziando le difficoltà interne del paese in relazione alla “sfida” europea. L’intervento di Dieter Schlenker, direttore degli Archivi Storici dell’Unione Europea ha offerto, in conclusione, una panoramica delle fonti disponibili presso detti archivi, evidenziando la loro utilità nell’approfondimento del tema dell’immagine dell’integrazione europea. La discussione finale è stata condotta da Maria Elena Guasconi (Università di Genova). Nel complesso, le relazioni presentate nel corso del convegno hanno fatto luce su aspetti legati all’immagine dell’integrazione europea – in ambito partitico, culturale e comunitario – fino ad oggi inesplorati, suscitando un vivace dibattito tra i partecipanti e offrendo nuovi stimoli per future ricerche. 

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